Cane corso: l’ambiente ideale è la casa, nonostante la stazza

Hai deciso di adottare un cane corso? Ambiente ideale per questa razza, al contrario di quanto si potrebbe pensare, è l’appartamento. A dispetto della stazza (può raggiungere i 50 chili per 68 centimetri di altezza) e dell’apparenza, infatti, si tratta di un cane tranquillo, facile da addestrare e che ben si adatta agli spazi chiusi, a patto certo che siano organizzati a sua misura e che il padrone si prenda cura di lui con attenzione e devozione.

Cane corso: ambiente ideale, carattere e addestramenti della razza

Come si accennava, infatti, il cane corso è un cane dolce, sensibile, tranquillo. Ama le coccole, tanto da risultare per certi versi “appiccicoso” nei confronti del padrone e tanto che gli esperti consigliano che l’arrivo a caso del cane corso sia accompagnato dal trovare uno spazio in disparte, magari attrezzato ad hoc per il cane (basta un tappetino, ma ci sono tanti accessori che potrebbero rendere più accogliente la zona) e dove questo possa andare a rifugiarsi da solo e lontano dal padrone. In altre parole? Chi si prende cura del cane corso, ambiente ideale, dieta funzionale, carattere del cane e possibile approccio psicologico deve conoscerli al meglio. E fin dal primo giorno di arrivo nella casa: non importa se cuccioli, infatti, i cani corso devono essere abituati fin da subito a stare soli e ad avere una certa indipendenza.

Anche se abituato a vivere (e bene) in casa, comunque, il cane corso andrebbe fatto uscire regolarmente, anche due o tre volte al giorno. E non si può ignorare, poi, la versatilità di questa razza, specie quando si tratta di valutare se prendere o meno un cane corso e se il posto in cui si vive è adatto alla vita dell’animale. Non ci sono temperature ideali per un cane corso, anche se si dovrebbe considerare che si tratta di un cane di origini italiane (è diretto discendente dal molosso romano e classificato dalla FCI appunto come molossoide) e quindi abituato a un clima mite e non troppo rigido. Ci sono, però, esemplari di cani corso che riescono a vivere bene anche in zone piuttosto calde o dal clima più rigido. Versatile, però, la razza lo è anche quando si tratta della sua natura: corso deriva, infatti, dal latino cohors e significa letteralmente guardiano, protettore della casa. Ciò significa che un cane corso è ideale come cane da guardia, ma può essere considerato anche un cane da riporto, da difesa e senz’altro come cane di compagnia per quel carattere dolce e sensibile di cui si accennava. Per le stesse ragioni, un cane corso ha ambiente ideale un ambiente molto frequentato, che premi il contatto con le persone, anche i più piccoli, e dove possa trovare comunque il suo angolo di tranquillità dove riposare o mangiare. Come avviene per qualsiasi altra razza, insomma, anche per il cane corso ci si dovrebbe chiedere prima se si è davvero in grado di assicurare al proprio cane corso l’ambiente ideale e come prendersene cura nel modo migliore possibile.

La pioggia e gli aforismi: da dove nascono e quando usarli

Quando l’aria calda sale verso l’alto e incontra correnti di aria più fredda si creano le perturbazioni che coprono il cielo e portano un fenomeno davvero affascinante: la pioggia. Tutti preferiscono una bella giornata di sole ma anche la pioggia ha il suo fascino in ogni stagione: dalla battente pioggia autunnale, ai temporali estivi, alla pioggia che diventa neve in inverno. La pioggia è un fenomeno del tutto naturale e necessario per la vita ma non tutti la prendono con tale filosofia e si arrabbiano con gli astri per il tempo avverso. La pioggia non è però sono un fenomeno naturale che può dar fastidio perché i panni non si asciugano, ma si tratta di un momento che spesso porta a riflessioni sulla propria vita. Quando piove da giorni e si guarda fuori dalla finestra con un animo un po’ travagliato ecco che questa pioggia porta con sé una serie di riflessioni e sentimenti di tristezza.

Le frasi e gli aforismi

Di aforismi e di frasi sulla pioggia ce ne sono davvero moltissime nel corso della storia perché si tratta di un fenomeno naturale che scaturisce diverse emozioni.  Da ogni generazione, i filosofi e i grandi pensatori hanno scritto della pioggia. Ci sono anche intere canzoni che sono dedicate alla pioggia e è perfetto ascoltarle in una giornata uggiosa dove il tempo è un po’ avverso. Esistono anche libri che parlano spesso della pioggia e uno scenario del genere è perfetto per ambientare una scena anche al cinema. I romanticissimi baci sotto la pioggia battente sono un classico dei film romantici e strappalacrime. Ma oggi dove possono servire le frasi sulla pioggia e gli aforismi a tema? Può tornare utile un aforismo sulla pioggia quando si posta su un social network una fotografia che ritrae il maltempo. Anche un momento di tristezza per una situazione sentimentale avversa, può essere sintetizzato con una frase un po’ triste che ha come tema la pioggia.

Imbiancare casa: un guida essenziale alle cose da sapere

Ci risiamo: è il momento di imbiancare casa e hai tante domande a cui vorresti trovare risposta. Che colori dovrei scegliere? Potrei usare effetti e finiture speciali? Posso fare da me o dovrei rivolgermi a un professionista? Quanto mi costerà? Qual è il momento migliore per farlo? La maggior parte di questi interrogativi non hanno una risposta precisa: molto dipende infatti dalle singole esigenze, dal risultato che si spera di ottenere, oltre che dal motivo per cui si sceglie di pitturare casa ovviamente. Ci sono, però, delle considerazioni generiche che vale la pena di fare prima di rivolgersi a una ditta specializzata o di provare il fai da te.

Tutto quello che c’è da sapere prima di pitturare casa

Se davvero la propria abitazione ha bisogno di essere ritinteggiata, per esempio. È certo una buona pratica procedere periodicamente a pitturare le pareti: è una questione d’igiene oltre che di estetica, dal momento che – anche nel caso in cui ci scelgano soluzioni ad hoc come le tinture lavabili – sono la parte che si pulisce meno della casa. Soprattutto se si hanno bambini, poi, potrebbe essere necessario imbiancare casa piuttosto spesso (a chi non è mai capitata una marachella che ha come risultato un bel disegno sul muro?). La domanda in assoluto più quotata prima di tinteggiare casa, però, è certamente: di che colore lo faccio? La palette di tinte a disposizione è ormai vastissima e non c’è regola da seguire se non quella del gusto personale.

Certo, c’è anche una nutrita psicologia dei colori che indica quali sono le tinte migliori a seconda dell’effetto che si vuole ottenere: se l’obiettivo è rilassarsi, così, meglio scegliere colori come blu o viola, ideali nelle camere da letto; se invece si vuole suggerire un’idea di calore e intimità meglio le tinte del giallo-arancio. Le migliori ditte del settore, poi, potrebbero proporti una serie pressoché infinita di effetti e finiture: ce ne sono alcune che sono più alla moda (e soprattutto più gradevoli alle vista!) di altre, ma non farti ingannare dalle tendenze, scegli solo ciò che veramente soddisfa al meglio i tuoi gusti. Prima di imbiancare casa, comunque, ci sono altre due componenti chiave da considerare: il tempo e il budget a disposizione. Quanto al budget, si può fare una stima complessiva considerando la grandezza della superficie che si deve pitturare e calcolando il costo al metro quadro della pittura (si trova facilmente, anche sul web). Certo, va tenuto in conto che se si sceglie di affidarsi a dei professionisti ci saranno dei costi di mano d’opera, a volte anche non indifferenti. Quanto al tempo, invece, la prima cosa da sapere è che non esiste un periodo migliore in assoluto per imbiancare casa: tutto dipende dai propri impegni, dalla possibilità per esempio di lasciare casa libera o di poter essere presenti nel caso si voglia seguire personalmente i lavori, se non ovviamente da quando si riescono ad avere abbastanza giorni liberi nel caso in cui li si voglia eseguire personalmente.

Pavimenti in porfido

Molto utilizzati nella realizzazione di pavimentazioni esterne, e soprattutto nei contesti urbani prestigiosi, dove l’estetica è di notevole importanza, i pavimenti in porfido costituiscono la scelta ideale anche per vialetti e camminamenti all’interno di giardini privati e cortili. Il porfido è una pietra naturale di origine vulcanica il cui colore, in relazione all’area di provenienza può variare dal bruno, al rosso scuro, al violaceo, al grigio, ed è perfetta per aggiungere una nota di eleganza a qualsiasi ambiente.

 

Alta qualità, lunga durata nel tempo, resistenza, e un elevato valore estetico sono le caratteristiche dei cubetti di porfido, un prodotto eccezionale e ideale per aggiungere valore ad ambienti residenziali, centri storici e aree pubbliche. Il porfido viene estratto in diverse regioni italiane, soprattutto in Trentino e in Lombardia, e garantisce doti estetiche e meccaniche tali da essere considerato uno dei migliori materiali per la realizzazione di pavimentazioni esterne, anche soggette al passaggio di autoveicoli.

 

Posati in maniera tale da realizzare disegni e mosaici di particolare eleganza, i pavimenti in porfido  rappresentano una tipica decorazione made in Italy, resistono agli sbalzi di temperatura, agli eventi atmosferici e al passaggio degli autoveicoli. Il porfido è ideale per la pavimentazione di piazze e contesti urbani anche di gran pregio, inoltre, grazie alle doti di resistenza e lunga durata nel tempo, si adattano anche alla pavimentazione di spazi commerciali e interni di musei, ambienti espositivi e contesti dal design particolarmente creativo.

 

Il costo dei pavimenti in porfido varia in relazione al formato, alla qualità e al metodo utilizzato per la posa, oltre che al prezzo della manodopera. In genere, questo tipo di pavimentazioni viene posato da aziende specializzate, che provvedono sia alla fornitura dei materiali, sia alle operazioni di posa e di manutenzione. Le tecniche di posa dei cubetti di porfido sono costituite da metodi tradizionali, tramandati da una generazione all’altra, e la professionalità dei posatori è determinante per ottenere un risultato perfetto. Molto spesso, i cubetti vengono posati con una forma ad arco, scegliendo talvolta elementi di colore diverso e creando piacevoli effetti a contrasto.

10 cose da non buttare mai nel lavandino

  1. Capelli e peli. I capelli e i peli non andrebbero mai butti giù nello scarico del lavandino perché sono davvero terribili: questi, infatti, s’attorcigliano creando un groviglio che poi blocca tutti gli altri residui che vengono buttati nel lavandino, dando origine a un’ostruzione che solo l’idraulico Milano può risolvere.
  2. Sapone e dentifricio. I residui di sapone e di dentifricio sono un problema per i tubi perché una volta che sono entrati si seccano e creano una restrizione del tubo. Sarebbe opportuno fare più attenzione.
  3. La spazzatura raccolta da terra va sempre buttata nell’immondizia e mai nel lavandaio come, invece, fanno ancora in moltissimi.
  4. Residui di cibo. Il cibo avanzato non va buttato nel lavandino nemmeno se è semi liquido. I pezzettini e le altre parti si possono incastrare nei tubi, in particolar modo in corrispondenza delle curve.
  5. Oli e grassi. gli oli e i grassi derivanti dalla cottura andrebbero raccolti e non butti nel lavandino poiché questi si possono solidificare nel tubo, creando un blocco che impedisce all’acqua di scorrere via.
  6. Vernici e colle. Le vernici e le colle sono dei prodotti che hanno nella loro formulazione delle sostanze tossiche, le quali son dannose per i tubi perché potrebbero corrodere gli stessi o anche le guarnizioni.
  7. Fondi del caffè. Nonostante sembrino innocui, i fondi del caffè sono da buttare nel bidone dell’umido secondo le regole comunali sulla raccolta differenziata e non nel lavandino.
  8. Batuffoli di cotone. Il cotone usato per pulirsi una ferita o per togliere il trucco non va mai messo nello scarico del lavandino dove può andare a creare un blocco all’interno dei tubi che può essere tolto solo dall’idraulico Milano.
  9. Carta ed etichette. È necessario fare attenzione alle etichette adesive di carta che si possono essere sulla frutta che non devono finire nel lavandino mentre si puliscono mele, banae, pere etc.
  10. Gusci di uova. I gusci delle uova vanno buttati nel bidone dell’umido e mai nello scarico del lavandino dove potrebbero accumularsi assieme ad altri residui e dare origine a un’ostruzione.

Trucchi per fare un trasloco e sistemare gli oggetti nella nuova casa velocemente

Fare un trasloco è come lavorare infatti bisogna pulire, sistemare, catalogare, collocare tutto nelle scatole, disfare i “bagagli” e molto altro ancora. Insomma, stanca, stressa e non si rivela tanto positivo per chi lo deve fare, molto meglio quando è tutto finito dunque!

 

Le regole per far filare tutto liscio sono diverse, per esempio la nuova abitazione va sfruttata al meglio quindi lo spazio deve essere organizzato tutto da capo. C’è il fattore pulizia, una casa nuova ha sempre bisogno di essere pulita a dovere. Inoltre nelle stanze è bene non mettere scatoloni con oggetti che non c’entrano proprio niente, come nella camerina la roba di cucina! Per far questo è sufficiente catalogarle, quindi con un pennarello indelebile scrivere quale parte della casa rappresenta lo scatolone come “bagno”, “camera” e via così.

 

Traslocare a Brescia può essere problematico senza esperienza nei traslochi, proprio per questo è sempre meglio conoscere il terreno in cui si gioca. Anche l’aiuto di professionisti non è affatto da escludere, noleggiando un furgone per esempio si risparmia denaro e fatica. Ma di questo parleremo dopo. Ecco alcuni consigli utili per fare un trasloco sereno e senza stress.

 

Trucchi per fare un trasloco in modo efficiente

Per un buon trasloco è importante non tralasciare niente, quindi serve qualcosa per scrivere come un pennarello a punta media e di un colore scuro. Dello scotch da imballaggio e diversi scatoloni (misura media e grande). Una volta che nei contenitori è stato scritto cosa possono contenere è più facile evitare il caos. C’è chi non usa questa strategia e si ritrova nella confusione.

 

Sapere con certezza il tempo necessario per il trasloco è utile per lavorare sull’organizzazione. Per esempio se occorrono due giorni magari è meglio farlo cadere nel fine settimana quando una persona ha più tempo libero. Inoltre c’è da pulire casa vecchia e casa nuova, quindi va organizzato anche il tempo per queste due faccende. L’abitazione in cui non è ancora stato messo piede per viverci come è messa? Ci sono dei lavori da fare? Va ristrutturata (quindi tempo, denaro e sporcizia che si aggiunge)? Ha bisogno di molte pulizie? Anche questo deve essere calcolato ovviamente!

 

In molti decidono di buttare via delle cose o di vederle prima di cambiare appartamento. I motivi possono essere variabili, per esempio mobili danneggiati e che occupano troppo spazio, arredamento non centrato con la nuova casa e molto altro ancora. Avendo le idee chiare sul cosa tenere e cosa evitare di mettere nel furgone-vettura permettere di semplificare tutto, visto che il numero di oggetti diminuirà. Ovviamente se viene fatto con largo anticipo è tutto tempo guadagnato.

 

Tutta l’oggettistica delicata come la porcellana o il vetro, dovrebbe essere messa negli scatoloni con dei giornali. Anche quella carta con le bolle che permette una maggiore protezione è di grande aiuto. Spesso molti tra questi oggetti non sono usati così “frequentemente”, quindi via in anticipo! Un altro modo per diminuire la mole di lavoro frefissata al giorno X quindi quando c’è il trasloco.

 

Tornando sul tema precedente, è consigliato chiedere un servizio a un’azienda del settore, ci sono molti professionisti pronti ad aiutare nei traslochi.

Come scegliere l’azienda specializzata in produzione di tapparelle che fa più al caso proprio

Trovare un buon serramenta di fiducia non è semplice e, soprattutto, non è un’incombenza trascurabile: in gioco c’è la sicurezza e la funzionalità della propria casa. Chi si occupa di produzione tapparelle, infatti, non si occupa solo di “semplici” sistemi di apertura: su lui incombono la protezione efficace dell’edificio, il suo isolamento da caldo, freddo, rumore e altri agenti atmosferici e, più in generale, l’efficienza sotto diversi aspetti dello stabile. Per questo, insomma, quando arriva il momento di pensare a serrande e tapparelle per la propria casa, andrebbe fatta una scelta quanto più consapevole possibile.

 

Tutte le qualità da ricercare in chi si occupa di produzione di tapparelle

Cosa chiedere, allora, a chi si occupa di produzione di tapparelle? Innanzitutto professionalità ed esperienza nel settore: l’ideale sarebbe, in altre parole, affidarsi solo a ditte bene referenziate o ad aziende che abbiano anni e anni di portfolio nel campo. È l’unico modo per assicurarsi un servizio ottimo e, ancor prima dei risultati, tutta l’assistenza e il supporto di cui si ha bisogno. Un buon addetto ai lavori, infatti, non si limita a “vendere” un servizio (il montaggio delle tapparelle) o “piazzare” un prodotto (il profilo in alluminio, piuttosto che quello in PVC): è innanzitutto un consulente e ha come missione quella di trovare insieme al cliente la soluzione che meglio si adatta ai suoi bisogni, che meglio soddisfa le sue aspettative e che, soprattutto, gli garantisca i risultati migliori. Raramente, del resto, un semplice cliente può conoscere fino in fondo i segreti e i trucchi del settore come chi si occupa ogni giorno di produzione di tapparelle: condurlo sulla retta via, evitare che vengano prese decisioni sbagliate e fare il bene della casa è, allora, tra le missioni di una buona azienda di serramenta. Oltre che, su un piano più pratico, essere in grado di offrire soluzioni personalizzate e tarate ad hoc sulle esigenze del singolo cliente: dalle dimensioni delle aperture al coibentaggio dei cassonetti delle serrande, sono tante le specifiche che possono variare di volta in volta e quando le soluzioni standard non bastano, un vero professionista del settore deve poter offrire soluzioni pensate su misura. Al contrario di quanto si potrebbe pensare, infatti, l’artigianalità è un valore cardine anche in un settore come questo: le migliori aziende che si occupano di produzione di tapparelle sono quelle che hanno mantenuta intatta l’attenzione e la cura quasi artigiana per il prodotto finito, pur senza rinunciare s’intende alla ricerca e all’innovazione. Com’è facile immaginare, infatti, si tratta di un settore molto esposto ai cambiamenti: cambiano le tecniche di lavorazione, i materiali, i design, le finiture e per potersi dire davvero all’avanguardia un’azienda ha bisogno di investire, e tanto, sulla ricerca. Persino l’attenzione alle tendenze di stile, abitativo ovviamente, è tra le qualità che si dovrebbero ricercare in un’azienda che si occupa di produzione di tapparelle: chi non uscirebbe mai senza l’accessorio giusto, infatti, perché dovrebbe negare alla sua casa le finiture migliori?