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Sezione Tecnica Gli schemi ottici


Guida all' acquisto 

Se la Vostra scelta è orientata verso osservazioni planetarie, lunari con poco interesse verso gli oggetti del profondo cielo, allora sicuramente il vostro strumento è un telescopio rifrattore. 

Questo schema ottico è più adatto a tali osservazioni in quanto fornisce immagini eccellenti in termini di contrasto ed incisione, non avendo l'ostruzione portata dallo specchio secondario (telescopi riflettori) che disturba il fronte d'onda della luce che arriva al piano focale. Esistono 2 tipi di telescopi rifrattori: gli ACROMATICI e gli APOCROMATICI. 
Per i primi si tratta di un obiettivo a 2 lenti o doppietto, non corretto perfettamente su tutte le lunghezza d'onda principali dello spettro dei colori, con il risultato di una colorazione violetto/bluastra intorno agli oggetti più luminosi. 
Questi telescopi sono molto meno costosi dei rifrattori APO in quanto questi ultimi dispongono di un obiettivo a 3 lenti o tripletto, quindi 6 superfici ottiche da lavorare anziché 4 come nei doppietti. La terza lente è studiata appositamente per compensare il residuo di aberrazione cromatica intorno agli oggetti più luminosi. 
Comunque in linea di massima i telescopi rifrattori sono meno economici rispetto ai riflettori. 

Se invece la Vostra scelta è orientata verso gli oggetti del profondo cielo come galassie, nebulose, ammassi, sicuramente lo strumento da acquistare è un telescopio riflettore. In questo schema ottico l'immagine che si forma al Vostro oculare, è data da specchi e non da lenti: la luce attraversa l'intera lunghezza del tubo ottico riflettendosi su un specchio il quale, a sua volta, indirizza il fascio di luce verso lo specchietto secondario, per poi arrivare sul piano focale. 
Anche in questo caso, gli schemi ottici riflettori che vanno per la maggiore sono diversi:

Il Newtoniano è lo schema riflettore più semplice: la luce percorre il tubo ottico una sola volta per poi riflettersi nel secondario e in seguito al fuoco posto lateralmente in alto

Gli Schmidt-Cassegrain sono un po' più complessi avendo il primario forato centralmente ed il fuoco posteriore: in questo caso la luce percorre la lunghezza del tubo ottico per due volte fino a raggiungere l'oculare. Il tubo è chiuso da una lastra correttrice che diverge il fascio di luce al primario e corregge le aberrazioni, alla quale è solidale il secondario. Questo schema è molto diffuso in commercio perché consente di avere un ottica molto compatta, con una lunghezza focale doppia rispetto a quella del tubo.

I Maksutov-Cassegrain sono molto simili agli S.C. con la differenza che al posto della lastra correttrice vi è un menisco, senza specchietto secondario ma con la parte centrale del menisco stesso alluminata per una minore ostruzione: questo schema è stato studiato per osservazione planetarie ad alta risoluzione. 



 

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